Una donna molto intelligente, Françoise Giraud, cofondatrice del settimanale francese L’express e ministro (degli affari femminili e poi della cultura) negli anni ‘70, definiva gli uomini «i nostri amici dai grandi piedi e dalle piccole viltà». Appaiono evidenti le ragioni per cui gli uomini in molti casi sono percepiti in questo modo da noi donne; grandi piedi ad indicare quanto possano risultare invadenti, rumorosi, indelicati, grossolani e prepotenti e viltà a significare le bassezze meschine di cui sono a volte capaci. Però, suggerisce la Giraud, devono rimanere, in linea di principio, “i nostri amici”.

D’altro canto, gli uomini potrebbero definire le donne “le nostre amiche dai piccoli piedi e dalle grandi viltà” perché, a volte, appariamo al contrario così leggere, esili e fini, ma possiamo essere capaci anche noi di clamorose bassezze. L’invito, in questo caso rivolto agli uomini, è quello di considerarci comunque “le loro amiche”, ovvero di astenersi, anche quando feriti nel profondo, dal farci a fette, di non eliminarci dalla faccia della terra, se contrariati o rifiutati. La speranza è quella di riuscire a rimanere amici, nonostante a volte sembri di appartenere a specie diverse. Per questo motivo nella location per eventi Pergola15 non teniamo incontri di empowerment femminile, ma di empowerment umano. Non vogliamo cioè che il rimarcare la nostra appartenenza al genere femminile diventi un muro di distacco, non vogliamo riproporre la stessa insensibile chiusura e lo stesso prepotente disprezzo di cui abbiamo patito le conseguenze. Non vogliamo diventare la caricatura dei modelli da cui pretendiamo di emanciparci.  Vogliamo essere amic* e rimanere uman*.