Il tema della salubrità dell’aria che si respira è sempre più attuale.

Che la ventilazione meccanica controllata sia un sistema estremamente prezioso per disporre di un sistema automatizzato di ricircolo d’aria è un’acquisizione ben radicata presso costruttori, architetti e progettisti e nel corso del 2020, con la diffusione del coronavirus, l’attenzione verso il miglioramento della qualità dell’aria indoor è cresciuta in modo considerevole.

La ventilazione meccanica controllata consente di mantenere alto il livello di qualità dell’aria e scongiurare il diffondersi del contagio negli ambienti chiusi. Le particelle del virus che nel corso del 2020 sta affliggendo il mondo si diffondono per via aerea tramite le goccioline vaporizzate (droplet), che possono avere un diametro inferiore ai 10 micron e sono in grado di transitare nell’aria fino a qualche metro di distanza da chi le ha emesse, prima di cadere a terra.

La pericolosità di contagio del virus è tanto più alta quanto minore è l’aerazione, e, simmetricamente, maggiore è lo spazio su cui il virus circola (quindi maggiore la diluizione), minori sono le sue concentrazioni e la sua pericolosità. Infatti il pericolo di contagio è decisamente minore all’aria aperta perché il virus è più “diluito” rispetto alla concentrazione che raggiunge negli ambienti chiusi, specie se affollati. Ecco spiegata l’utilità di un impianto vmc centralizzato per immettere dall’esterno aria filtrata e ricambiare costantemente l’aria interna.

Dunque, calma e sangue freddo; rispetto per le precauzioni necessarie ma non facciamoci prendere dal panico.